La bellezza di essere vivi

Preparate lo zaino sulle spalle, perché quello che ci aspetta quest’anno è un viaggio speciale, un percorso fatto di scoperte, meraviglie e connessioni profonde.

Un viaggio che parte da ciò che abbiamo più vicino: noi stessi, il nostro corpo, la nostra unicità.

Ci chiederemo: chi sono io? Di cosa sono fatto? Come funziona questo corpo che mi permette di vivere, di sentire, di muovermi, di abbracciare?

Scopriremo insieme che non siamo solo una persona: siamo un mondo vivente, un ecosistema in miniatura. Nel nostro corpo vivono milioni di microrganismi invisibili e indispensabili che ci aiutano a crescere, a stare bene, ad essere vivi. Siamo un piccolo universo fatto di parti diverse che collaborano per un equilibrio comune. Questa scoperta ci porterà a capire che nulla vive da solo: tutto è relazione, tutto è interconnessione. E allora è da qui che inizieremo ad allargare lo sguardo.

Osserveremo ciò che ci circonda partendo dagli ecosistemi più vicini: la scuola, il giardino, un fosso, un albero,… Impareremo a notare la vita che si nasconde dietro ad ogni angolo, a riconoscere che ogni creatura, ogni elemento della natura, ha un suo posto, un suo senso, un suo valore. Poi, come piccoli esploratori, ci spingeremo oltre: verso gli ecosistemi più lontani.

Ci addentreremo nelle giungle umide e selvagge e nelle foreste fitte e sussurranti. Ci immergeremo negli oceani profondi e misteriosi e nei laghi calmi e silenziosi. Ci meraviglieremo di fronte ai ghiacciai irrequieti e maestosi e ai deserti potenti e sconfinati. Scopriremo anche che ognuno di questi ambienti cambia aspetto durante la notte. Conosceremo i grandi fenomeni naturali, come i vulcani, le aurore, le tempeste di sabbia. Conosceremo i colori che tingono ogni ecosistema, i suoni che li caratterizzano, le persone e gli animali che ne fanno parte.

In ogni luogo riconosceremo schemi simili, relazioni tra esseri viventi, cicli di vita, di morte e di rinascita. Ci accorgeremo che, ovunque andiamo, la vita ci parla la stessa lingua: quella della connessione, perché la natura vive di relazioni, armonie, equilibri fragili. Capiremo che la diversità è ricchezza, e che la sopravvivenza di uno dipende dal rispetto per l’altro.

Esploreremo anche gli ecosistemi artificiali, quelli creati dall’uomo. Rifletteremo sul nostro ruolo di esseri umani: costruttori, abitanti, a volte distruttori.

Cercheremo di capire come possiamo prenderci cura di ciò che ci circonda, come possiamo abitare il mondo con gentilezza, con rispetto, con amore. Impareremo ad osservare criticamente, a fare domande, a pensare in modo autonomo.

Infine, alzeremo gli occhi al cielo e scopriremo che il nostro pianeta è un ecosistema tra ecosistemi, e che la Terra è parte di un sistema più grande: il Sistema Solare, la Via Lattea, l’Universo.

Parleremo di stelle, pianeti, della Luna e del Sole, e lì, nell’infinitamente grande, ritroveremo l’infinitamente piccolo: noi.

Questo progetto può apparire forse troppo audace considerata l’età dei bambini e delle bambine che lo vivranno. Ma loro sono esattamente come noi: piccole galassie viventi, minuscoli ecosistemi dentro un ecosistema più grande. Quello che vogliamo fare è continuare a nutrire il seme della curiosità e del pensiero critico. E forse non comprenderanno le leggi che governano l’universo, ma poco importa, sicuramente vivranno lo stupore e il fascino che la natura misteriosa sa offrire. In fondo neanche noi sappiamo ancora spiegare cosa c’era prima del Big Bang, ma ci emozioniamo di fronte alle meraviglie naturali. Perché non c’è bisogno di comprendere tutto per coltivare l’attrazione per la bellezza: ricordiamo che è il fascino per l’ignoto che alimenta la nostra voglia di conoscenza.

Inoltre i primi anni di bambini e bambine sono la base di tutta la vita: gli stimoli forniti nei primi 5 anni di vita influiscono in modo profondo, duraturo e spesso irreversibile sullo sviluppo del loro cervello, della personalità, delle abilità cognitive, emotive e sociali. Il nostro intento non è far assimilare loro nozioni di scienze della Terra, ma fornire loro un ambiente ricco di importanti stimoli sensoriali, linguistici, emotivi e relazionali.

Questo progetto è un invito a sentirsi parte, a capire che ogni essere vivente è unico e irripetibile, ma mai solo. Sarà un anno per imparare a sentire la bellezza che ci circonda, la bellezza di essere vivi, la bellezza di essere parte del Tutto.

Sarà un anno per coltivare lo stupore, l’empatia, la conoscenza. Un anno per imparare ad ascoltare, a guardarci attorno e dentro con curiosità, rispetto e amore. Un anno per imparare che ci si può perdere (quante volte ci siamo persi nella nostra vita!?), ma per capire anche che seguendo le stelle possiamo ritrovarci e ritrovare la nostra strada.

Un viaggio che parte dall’Io, attraversa la Terra, si perde nell’infinito, e ritorna al cuore.

Perché, alla fine, educare significa questo: insegnare a vedere, a sentire, ad agire e ad amare.

“C’è tanto da fare sulla Terra, quindi partiamo in esplorazione” – Oliver Jeffers, Noi siamo qui